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Il Turco Tom Standage

Il Turco

Tom Standage

Published
ISBN : 9788865940075
Paperback
308 pages
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 About the Book 

Per tre quarti di secolo – dal 1770, quando esordì al cospetto dellimperatrice Maria Teresa dAustria, fino allincendio che lo ridusse in cenere a Filadelfia nel 1854 – un automa in abito da turco sfidò in Europa e negli Stati Uniti tutti iMorePer tre quarti di secolo – dal 1770, quando esordì al cospetto dellimperatrice Maria Teresa dAustria, fino allincendio che lo ridusse in cenere a Filadelfia nel 1854 – un automa in abito da turco sfidò in Europa e negli Stati Uniti tutti i maggiori scacchisti e i più influenti personaggi politici del tempo. Tra i suoi avversari si annoverano certamente Benjamin Franklin e Napoleone – altri aggiungono alla lista Federico il Grande, Caterina di Russia, Luigi XV, Giorgio III dInghilterra. Persino Ludwig van Beethoven incrociò la sua strada con quella del Turco. Ma lautoma sfidò soprattutto le menti analitiche che accorrevano alle sue esibizioni: dovera il trucco? – dato per certo che non era ragionevole che un automa potesse giocare a scacchi e vincere quasi tutte le sfide che gli venivano lanciate. Allinterno della cattedra che il Turco dominava come un profeta biblico, cera forse nascosto, tra mille ingranaggi, un bambino sapiente? un nano esperto? un polacco ufficiale di cavalleria privo delle gambe? O lautoma veniva comandato da improbabili congegni magnetici?Il Turco era stato costruito, su richiesta dellimperatrice Maria Teresa, da un ungherese, Wolfgang von Kempelen, che per primo lo esibì in tutta Europa. Nel periodo napoleonico passò poi nelle mani del viceré dItalia, Eugenio di Beauharnais, languendo in un deposito del Palazzo Reale milanese- proseguì la carriera al soldo di un inventore di aggeggi meravigliosi, Johann Nepomuk Maelzel che lo condusse anche negli Stati Uniti, e là terminò mestamente con un medico di Filadelfia, John K. Mitchell che, per scoprirne il segreto, lo sezionò quasi fosse un cadavere in una lezione danatomia. Tra i molti che scrissero di lui, suggerendo le più astruse soluzioni della truffa, vi fu, nel 1836, un giovane Edgar Allan Poe. Larticolo nel quale confutava la mera meccanicità del congegno e la determinante presenza dellazione umana – Il giocatore di scacchi di Maelzel – è uno dei primi testi dati a stampa dallo scrittore americano. Vi sperimentò, forse per la prima volta, lapoteosi dellanalisi speculativa che avrebbe poi magistralmente sviluppato in alcuni suoi capolavori, come I delitti della rue Morgue o La lettera rubata. In quelle brevi pagine – che si possono leggere in appendice – Poe rimase stregato dallo sguardo che aveva gettato sullabisso, scrutando il fondo oscuro dellinganno e quello abbagliante della sua fascinazione.